Al Vomero, a Castel Sant’Elmo, nasce finalmente il museo del Novecento. 150 opere comprese fra il 1910 e il 1980, firmate da 90 artisti, da Alfano a Spinosa, passando per Gatti, Gemito e Marinetti, Paladino, Desiato e Perez. Si sono alleati privati cittadini, gallerie e istituzioni. Alla fine ce l’hanno fatta. Tante sono infatti le opere donate e concesse in comodato d’uso. Un vero esempio di best practice.
È stato battezzato con l’acronimo “NN”, che sta per Napoli Novecento. Museo che gli organizzatori definiscono in progress perché crescerà ancora di più nel tempo, anche grazie alle sue funzioni complementari. Laboratori, ricerche e approfondimenti culturali per mantenere viva l’attenzione sull’arte del ’900, per tanti versi dimenticata. È un evento atteso per anni, da quando alla fine dell’800, artisti e intellettuali discutevano della necessità di dotare la città di una bella raccolta che affermasse la sua stagione creativa. Personaggi raffinati, Futurismo e avanguardie degli anni ’30; esperienze artistiche del dopoguerra, dal Gruppo Sud al neorealismo, dal gruppo del M.a.c. all’Informale o al Gruppo 58; performance originali degli anni ’70, dalle sperimentazioni poetico-visive all’attività dei gruppi legati al sociale. Fino ad arrivare agli anni ’80, data fatidica del terremoto e che in qualche modo ha chiuso un’importante ‘fase produttiva’. C’è tutto questo a Castel Sant’Elmo. E pure di più. Il museo è un open space: non solo opere alle pareti ma sperimentazioni e discussioni collettive. E perché no l’inserimento di altre opere, magari per incrementare il numero di quelle della prima metà del ‘900.
È la realizzazione di un sogno coltivato da tempo e un gesto dovuto ai grandi artisti partenopei, ha raccontato Nicola Spinosa, curatore del progetto con Angela Tecce. A Napoli è in voga l’arte contemporanea, così come quella del ‘6oo e ‘700, mancava però una documentazione di un secolo in cui la vivacità culturale era all’ordine del giorno. Presidente e assessore regionale al turismo hanno inaugurato l'atteso museo, colmando una lacuna e aggiungendo un altro tassello all’attività culturale della Napoli del ‘900.
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